Istituzione

ACCADEMIA LIGURE DI SCIENZE E LETTERE
oltre duecento anni di attività

L’odierna istituzione culturale è un prodotto dell’Illuminismo e nasce all’insegna del progresso unitario delle scienze, che affonda le proprie radici agli albori della Repubblica Ligure.

L’Istituto Nazionale, un poco accademia e un poco centro organizzativo della istruzione pubblica, fu definito: “Centro di istruzione e di educazione pubblica”; dunque rappresentò il motore della ricerca scientifica in ambito locale e della trasmissione e organizzazione territoriale del sapere.

Talora detto anche Instituto, con chiara assonanza francese, il sodalizio, che si definì nazionale – cioè espressione della nazione ligure – venne fondato per iniziativa del governo dell’epoca e nacque nel clima culturale illuministico-giacobino, differenziandosi dalle antiche accademie settecentesche sorte per impulso di singoli studiosi particolarmente benemeriti nella diffusione della cultura.

Nel 1805 si ebbe la prima delle trasformazioni che si verificarono nel corso di questi secoli: con editto napoleonico del 4 luglio l’Istituto Nazionale divenne Accademia imperiale delle Scienze e Belle Arti.

A questo periodo risale la prima pubblicazione a stampa degli atti sociali (1806- 1809- 1814).

Soltanto a fine Ottocento – nel mutato clima politico ed economico– alcuni docenti della Facoltà di Scienze dell’Ateneo di Genova, dettero vita – nell’esplicito riferimento all’antico sodalizio del 1798 – alla Società ligustica di Scienze naturali e Geografiche.

Le riunioni preparatorie si svolsero nel 1889, mentre la seduta istitutiva si tenne il 14 gennaio 1890.

Per arrivare alla completa ricomposizione delle classi (così come alle origini) si dovette attendere il 1921-22, mentre alcuni anni dopo, nel 1928, il sodalizio ottenne il riconoscimento quale ente morale e nel 1934 si diede un nuovo statuto, mutando ancora una volta il nome in Società di Scienze e Lettere di Genova.

Nel 1951, con decreto del presidente della Repubblica, venne approvato il nuovo statuto, che – oltre a confermare il riconoscimento giuridico dei titoli accademici – stabilì il numero massimo dei soci, fissato a 20 onorari, 30 effettivi per la classe di Scienze fisiche, naturali, matematiche e mediche, altrettanti per la classe di Lettere e Scienze morali e storiche e 50 corrispondenti per ciascuna delle due classi.

Un ulteriore traguardo si ebbe nel 1991, con l’adesione alla Unione Accademica Nazionale, con la quale si ufficializzava la posizione del sodalizio quale “Accademia Nazionale”.

Il 1890 diventa una data doppiamente significativa perché, oltre a segnare la ripresa della attività accademica, vede anche la ripresa della pubblicazione degli atti, con una continuità non più interrotta.

Abbiamo quindi una serie di volumi che raccolgono scritti di pregio sia degli accademici sia memorie presentate da studiosi esterni. Si tratta di ben oltre un secolo di produzione scientifica.

Possiamo concludere osservando che – mentre l’ideale illuministico tendeva alla promozione d’una cultura libera ed aperta, nella quale i vari rami del sapere scientifico ed umanistico potessero compenetrarsi ed integrarsi vicendevolmente, concorrendo alla formazione d’una struttura enciclopedica – oggi il nuovo essenziale ruolo che può assumere la Accademia Ligure di Scienze e Lettere è rappresentato dalla occasione feconda d’incontro fra autorevoli esponenti delle “due culture”.

É l’Accademia che, in modo libero, indipendente, laico ed avanzato, può creare le condizioni necessarie ad una vera discussione interdisciplinare, per cercare di contribuire alla formazione d’una visione comune più vasta, d’un nuovo Umanesimo integrale, nel quale si confrontino e si armonizzino la forza che ci viene dalle conoscenze sulla Natura, l’illuminazione prodotta dalle ricerche filosofiche e il potere della bellezza comunicatoci dall’arte.

Questo è il fine nuovo che deve rivitalizzare l’antica Accademia, promuovendo l’affermarsi d’una maggiore responsabilità civile in un più forte impegno culturale, di cui sentiamo oggi l’urgenza e per cui vogliamo lavorare al servizio delle generazioni future.